Basta percorrere la via vecchia
fiesolana che da San Domenico sale a Fiesole,per scoprire il
sistema insediativo delle ville che caratterizzano le ville
fiesolane.
Caratterizzata da un bel paesaggio toscano la collina ispira
molti poeti e scrittori.
Nel medioevo il forte pendio al di sopra di San Domenico dissuase
molti fiorentini a costruirvi una dimora. Solo dopo il '400,
su esempio dei Medici, nella parte sommitale delle colline cominciarono
a sorgere principesche dimore.
Esattamente tra la Badia e la cima del colle, si inserisce il
capolavoro di Michelozzo: La Villa Medici, la più illustrante
e meglio conservata, ma anche la meno nota. Il grande architetto
si servì di tutto il suo estro per ristrutturare l'edificio
già esistente sfruttando abilmente la posizione geografica
in sensebile pendio; i lavori,iniziati nel 1458, durarono tre
anni. Le sistemazioni esterne, a gradoni, dovevano costituire
vere e proprie terrazze panoramiche sulla città. I giardini,
su tre livelli digradanti, hanno infatti proprie carateristiche.
Il primo è coperto da un manto verde con settori inghiaiati,
il secondo, sul retro della villa, è piccolo e tranquillo.
Infine il terzo,sul lato sud, allineato con il primo,ma molto
più in basso è un tipico giardino all'italiana.
L'aspetto esterno della villa risale al tardo '600 e ai rifacimenti
della meta del'600. |