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Elaborazioni questionario

La guerra dagli occhi di un bambinoLa ricerca sociale è una delle possibili fonti di conoscenza della realtà. Essa ha delle caratteristiche peculiari che la distinguono da altre fonti di conoscenza, quali l’esperienza diretta o il senso comune.

Tra queste specificità, la ricerca sociale può vantare una capacità di offrire un punto di vista diverso sui fenomeni che tutti i giorni abbiamo sotto gli occhi. Conoscere la realtà tramite i risultati di una ricerca può difatti servire a metterci in guardia dai tanti luoghi comuni presenti nel discorso pubblico.

La piccola ricerca da noi effettuata mirava a raggiungere questo obiettivo. Infatti, i risultati qui di seguito riportati offrono “una voce in più” rispetto a quanto tutti noi sappiamo – tramite il senso comune e l’esperienza diretta – del rapporto che i bambini hanno con la TV.

Le statistiche superficialmente riportate nei 30 secondi dei servizi dei telegiornali ci informano periodicamente sull’aumento dei consumi televisivi delle giovani generazioni. Un’esposizione ai programmi Tv che è molto spesso acritica, non guidata e “decodificata” dagli occhi di un adulto. I rischi che derivano da un tale uso della televisione da parte dei bambini sono rappresentati da un’indebita ed eccessiva influenza sulla formazione delle rappresentazioni sociali delle giovani generazioni.

Queste modalità d’uso della TV da parte dei bambini suscitano, comprensibilmente, molte preoccupazioni tra genitori, insegnanti e educatori. Preoccupazioni che risultano ancor più giustificate in momenti drammatici come quelli vissuti durante la Seconda Guerra del Golfo.

Il principale argomento di cui la ricerca che qui si presenta voleva occuparsi è costituito dalla rappresentazione della guerra che i bambini ricavavano dall’informazione televisiva. Da chi hanno appreso che era scoppiata una guerra? Quali sono i sentimenti che hanno provato? Quanto sono corrette le informazioni che i bambini hanno a questo riguardo? Con chi e con quale frequenza hanno discusso della guerra? A questi e ad altri interrogativi la ricerca ha tentato di fornire una modesta e limitata risposta.

Un piccolo contributo conoscitivo che, si spera, possa stimolare la riflessione su un tema – quello dell’uso della TV da parte dei bambini – di grande attualità.

Qui di seguito sono riportate le tabelle che contengono le distribuzioni di frequenza delle domande contenute nel questionario.
I bambini intervistati sono stati in totale 55.
La loro età è compresa tra i 7 ed i 10 anni.

Infine, per l’esiguità del campione e per la tecnica di campionamento utilizzata è bene avvertire che i risultati qui riportati non hanno alcuna pretesa di rappresentatività statistica e che le informazioni ricavate possono, a rigore, riferirsi soltanto ai bambini intervistati.

 




 

Cosa stavi facendo quando hai saputo che era scoppiata una guerra?

La notizia della guerra ha colto i bambini nelle situazioni più diverse. Molti affermano di aver appreso dell'esistenza di una guerra mentre giocavano, altri a scuola, altri direttamente dalla TV. Alcuni bambini hanno dichiarato di esser venuti a conoscenza della guerra mentre guardavano la TV o mentre giocavano e la TV faceva da "sottofondo"

Cosa hai pensato quando hai saputo che era scoppiata una guerra?

I sentimenti prevalenti alla notizia dello scoppio della guerra sono riconducibili alla tristezza, alla preoccupazione ed alla paura. La tristezza per le vittime che la guerra avrebbe inesorabilmente comportato. a questo riguardo vengono spesso menzionati i bambini irakeni come simbolo dell'innocenza di chi è comunque costretto a subire le conseguenze di una guerra che da molti è percepita come motivata da interessi economici (è ricorrente il tema del petrolio come oggetto della contesa). La preoccupazione per i soldati e per i civili che avrebbero combattuto e sarebbero morti durante la guerra. La paura per un coinvolgimento più diretto dei soldati italiani o dell'Italia stessa nella guerra

 




 

Sai cosa è successo l’11 settembre del 2001?

I bambini sembrano molto ben informati sui fatti dell'11 settembre. Molti di loro collegano la caduta delle due Torri Gemelle con il terrorismo e con la figura di Bin Laden. Alcuni menzionano il numero delle vittime, anche se in maniera approssimativa.

 









 

Vorresti essere uno di quei soldati in guerra che si vedono in televisione?

Alcuni dei bambini intervistati non vorrebbero essere i soldati che vedono in Tv perché sanno che in guerra sarebbero costretti ad uccidere. Molti di più sono i bambini che mostrano un analogo rifiuto ad immedesimarsi nei soldati per paura di morire. L’aggettivo “brutta” è difatti quello cui fanno maggiormente ricorso i bambini per definire la guerra.

 


 

Cosa pensi che provino i bambini della tua età che vivono ora in Iraq?

Le risposte più comuni alla domanda “cosa pensi che provino i bambini della tua età che vivono ora in Iraq?” chiamano in causa il sentimento della paura. Una paura di morire accompagnata da condizioni di vita oggettivamente difficili, aggravate da una guerra da qualcuno definita ingiusta.

 

 

Quali immagini di guerra ti ricordi tra quelle viste in TV?

Una larga parte del campione intervistato racconta in maniera dettagliata scene di guerra. Alcune sono scene di combattimenti in cui i protagonisti sono i soldati americani, altri ricordano principalmente i bombardamenti sulla città. Altri ancora concentrano i loro ricordi sulla popolazione civile e sulle difficoltà a vivere durante una guerra.

 

 

Considerazioni conclusive

Le informazioni raccolte tramite le interviste effettuate e la loro sintesi riportata in precedenza offrono alcuni interessanti spunti di riflessione.La guerra, in primo luogo, è stato un fenomeno sul quale i bambini erano molto ben informati. Quasi tutti gli intervistati (45 su 55) hanno saputo dire cosa fosse successo l’11 settembre del 2001 e nelle risposte fornite hanno fatto collegamenti tra l’attentato alle Torri Gemelle e la guerra in corso. Molte delle informazioni sono state fornite loro dalla TV: circa la metà degli intervistati ha appreso dello scoppio della guerra da questa fonte e ben 40 bambini su 55 dichiarano di ricordare scene di guerra trasmesse dalla televisione. La TV, tuttavia, non è l’unica fonte di informazione sui temi della guerra: la quasi totalità dei bambini dichiara, difatti, che gli è capitato di parlarne con i propri genitori, con insegnanti e, in misura minore, con gli amici.La guerra è inoltre percepita come qualcosa di terribile, spesso associata alla morte. Metà dei bambini intervistati dichiara di aver provato sentimenti di paura ed a molti di essi è capitato di immaginare come può essere la vita in un paese in cui ci sia la guerra. In aggiunta a ciò, è da rilevare che da molte risposte sembra trasparire la comprensione del pericolo che la guerra comporta per le persone in essa coinvolte (soldati e civili). Per tali motivi, lo spirito di emulazione e di identificazione è molto contenuto. Pochi sono difatti i bambini che dichiarano di fare giochi ispirati alla guerra con i loro coetanei ed ancora meno sono quanti dichiarano che gli piacerebbe essere uno dei soldati visti in Tv.In conclusione, è possibile affermare che i risultati della nostra ricerca, per quanto modesta essa sia, confermano alcuni timori che già il senso comune e l’esperienza diretta solitamente alimentano. Il rapporto che i bambini hanno con la TV è difatti un argomento allo stesso tempo rilevante e non facile da affrontare. Un tema cui andrebbe accordata una maggiore attenzione da parte del mondo degli adulti, siano essi genitori, educatori, insegnanti o operatori dei mezzi di comunicazione di massa.